Doctor Who

Trust me, I’m the Doctor.

Quella di Doctor Who è stata per me, all’inizio, una gigantesca sfida: perché non sono mai riuscita a guardare serie TV con episodi da 40 minuti, perché sono una fifona. Ma mi sono lanciata in questa avventura e la verità è che a questo punto dovrei disintossicarmi.

Difficilmente, guardando le serie TV, mi sono lasciata coinvolgere tanto dal destino dei protagonisti, ma con Doctor Who è come se anch’io fossi dentro al TARDIS: vivo le avventure con loro, soffriamo e gioiamo insieme.

Doctor Who è una serie scritta e costruita benissimo. Ogni dettaglio è studiato al millimetro, non c’è mai nulla fuori posto, e i personaggi sono costruiti alla perfezione, non puoi non amarli e sentirli parte di te.

Alcune puntate fanno una paura incredibile, ma interrompersi, distogliere lo sguardo è impossibile; altre volte l’episodio è un pretesto per rivisitare qualche evento storico e dare nuove spiegazioni, con anche dei risvolti comici. Personalmente questi episodi sono quelli che io trovo più godibili, sarà perché storia mi è stata insegnata malissimo, ma quelli che mi sono rimasti nel cuore sono quelli paurosi, perché mi sono sempre sentita molto coinvolta.

La verità è che i 40 minuti dell’episodio volano, sempre, e tu non puoi far altro che guardare e guardare, ridere, spaventarti e piangere (molto e spesso) e mai pensi di aver buttato il tuo tempo. Perché Doctor Who, come i migliori libri, ti catapulta in un mondo fantastico, ti racconta una vita che vorresti vivere, ma soprattutto è intriso di sentimenti e umane debolezze, cose a cui ogni lettore, e in questo caso spettatore, non può resistere, mai.

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