“Di tutte le ricchezze” – Stefano Benni

Tradire se stessi è un istante

Invano cerchiamo coerenza

Ci assilla, spietato e incostante

Il disordine di ogni esperienza

Martin è un professore in pensione, vive isolato a Borgocornio col suo cane Ombra, dove passa il suo tempo a scrivere e a parlare con gli animali del bosco. Un giorno arriva una coppia nella casa vicina: verranno rivelati segreti e risvegliati sentimenti che Martin credeva non solo sopiti, ma impossibili da provare di nuovo.

Doverosa premessa: difficilmente qualcosa scritto da Benni non mi piace, ma, ovviamente, ha i suoi alti e i suoi bassi. Qui siamo sui molto alti.

Non so nemmeno da dove partire per dire cosa mi è piaciuto in questo libro, perché la verità è che mi è piaciuto tutto. In primis, le poesie del professore e del Catena a introduzione di ogni capitolo, esempi di poesia giocosa, talvolta divertenti, più spesso piene di verità. Ma ciò che più mi ha presa e trascinata in questo libro, letto con un’avidità con cui non leggevo  da tempo, è la ricchezza di sentimenti. Siano essi amore – per il figlio, per le donne, per il rugby – , disprezzo, curiosità: tutto questo si è trasmesso dal libro a me, tanto che metterlo giù era un autentico sacrificio.

Di Benni ho letto quasi tutto, ma dopo una fase un po’ calante (sono sincera, alcuni degli ultimi libri non li ricordo nemmeno) è tornato a crescere. Questo libro mi ha coinvolta e commossa, come difficilmente mi succede. Non posso che consigliarvene la lettura.